Wine Export Management, guida a un mestiere affascinante

28 Aprile 2021

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Molti sommelier, enologi o semplici appassionati sognano di mettere a frutto le loro competenze e il loro piacere nel vivere il mondo del vino lavorando nell’Export Management. Se stai pensando anche tu a questa prospettiva leggi adesso questo articolo.

Ti sorprenderai forse, ma in Italia non sono poi così tanti: di wine export manager qualificati e professionali c’è sempre tanta sete. Tant’è che la maggior parte delle cantine del nostro Paese (per lo più medio-piccole e a conduzione familiare) si affidano alla buona volontà di figli, nipoti e parenti per affrontare quel che sembra un portfolio di competenze da stregone più che da venditore.

Quali competenze deve avere un wine export manager?

Incominciamo da qui, dalle competenze, perché sia più chiaro e più immediata la comprensione di questo panorama:

  • Orientamento alla vendita
    Non dimenticare che un export manager è pur sempre una figura commerciale per cui è importante che tu abbia una passione per la vendita e per il marketing in generale.
  • Conoscenza del prodotto vino
    Non è necessario avere la qualifica da sommelier, né una laurea in enologia, ma è importante saper discriminare un prodotto da un altro. In questo senso devi fare pratica e la cosa migliore è che tu ti faccia seguire e istruire da chi ne sa più di te. Visita cantine, fatti guidare attraverso le fasi della produzione, assaggia e impara a degustare, leggi libri e manuali e sarà un bagaglio utilissimo durante gli incontri che dovrai fare con gli operatori internazionali.
  • Conoscere le lingue o almeno l’inglese in modo fluente
    Le trattative con gli operatori internazionali si svolgono, nella maggior parte dei casi, in inglese per cui la conoscenza della lingua è un requisito assolutamente importante. Più lingue conosci, più sarai avvantaggiato nello svolgimento del tuo lavoro quotidiano. E, in più, ricorda che un Wine Export Manager attinge a un inglese tecnico, cioè con termini ed espressioni che fanno parte del mondo del vino e della degustazione. Per questo motivo è importante approfondire lo studio costantemente.

Quali conoscenze deve avere un wine export manager?

Un mestiere, si sa, non è fatto solo di quel che si può imparare. E’ fatto anche di molto che bisogna continuare a studiare ed approfondire durante tutto il corso della vita. In questo caso ci sono alcuni tasselli che non puoi fare a meno di considerare:

  • Aggiornarsi costantemente sulla situazione geopolitica mondiale
    Le leggi sulle importazioni di merci nei Paesi Extra-UE, specialmente in caso di prodotti alcolici come il vino, sono fortemente legate a decisioni politiche che spesso sono variabili nel tempo. Ecco perché è fondamentale che un export manager sia in grado di prendere decisioni sui prossimi progetti da affrontare tenendo conto anche degli equilibri mondiali e delle previsioni su ciò che potrebbe cambiare. Inutile dire che non sempre tutto va per il verso giusto, ma conoscere aiuta a evitare grosse cantonate.
  • Conoscere le normative sull’export e le basi dei regolamenti doganali
    Anche qui parliamo di una materia di non semplice interpretazione: si tratta di tasselli molto tecnici e specifici e che per il settore vino funzionano in modo diverso da tutti gli altri prodotti agroalimentari. Prima di vendere un vino all’estero devi sapere come puoi far sì che la tua merce arrivi a destinazione, quali oneri burocratici devi affrontare, quali passaggi prevedere, quali tempi e quali referenti dovrai contattare.
  • Conoscere gli importatori e gli operatori internazionali giusti
    Questo è uno degli aspetti più critici per un aspirante wine export manager e un fattore che ne determina – in un certo senso – anche il suo valore. Più importatori conosci e puoi contattare per vendere vino, più probabilità di successo avrai, al netto della tua tecnica di vendita e della bontà di ciò che stai proponendo.

Ma come si fa?

Come posso diventare un wine export manager e conoscere importatori?

Lo abbiamo detto: è uno degli aspetti più critici di questo lavoro.

Ci sono molti addetti all’export delle cantine italiane che lavorano dai propri uffici e inviano centinaia di migliaia di email ogni anno, tentando di contattare potenziali importatori intercettati da un database acquistato dalla cantina o scaricato da qualche servizio online.

In questo caso i successi arrivano di rado: d’altro canto, quante email ricevono queste persone ogni giorno? Quale attenzione riescono a porre a questi messaggi? E poi: i tuoi prodotti sono davvero adatti ai mercati che queste persone rappresentano? Domande che troppo spesso vengono ignorate.

Se solo si tenessero in considerazione queste domande si capirebbe subito che un approccio di questo tipo non è certamente la scelta migliore.

Per diventare Wine Export Manager bisogna imparare a coltivare relazioni nel tempo. Bisogna aver frequentato fiere e appuntamenti di settore (online o offline), bisogna leggere le pubblicazioni di settore, bisogna tenersi informati sulle riviste internazionali, bisogna aiutarsi e conoscere altre cantine per scambiarsi informazioni utili e nominativi di valore da contattare personalmente e con i quali costruire un dialogo che nel tempo può generare grandi risultati.

Tutto questo ti sembra impossibile? No. Non lo è. E’ un lavoro straordinariamente divertente per persone davvero testarde. E il nostro network di aziende può offrirti una base ricca dalla quale partire.

Scegli un percorso per iniziare nel modo giusto

Non c’è un percorso ufficiale per diventare Wine Export Manager, non c’è un libro, non una laurea e neppure un guru al quale affidarsi. Ma ci sono tante informazioni preziose che puoi acquisire e che puoi accumulare nel tuo bagaglio, tenendole pronte per il momento giusto: quello nel quale incontrerai finalmente un operatore internazionale.

Ci sono però Wine Export Manager di grande successo che puoi incontrare per “rubare” qualche trucco del mestiere e – soprattutto – per capire cos’è che davvero devi potenziare.


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