Come diventare export manager vino?

Si tratta di una professione in un ambito molto specifico e per questo c’è molta domanda e ancora poca offerta realmente qualificata.

Per iniziare una carriera come wine export manager è importante costruire un solido percorso formativo. La laurea in economia o lingue rappresenta una base eccellente, ma non è l’unica via d’accesso.

Un corso specifico come un Master in Wine Export Management può accelerare significativamente l’ingresso nel settore, fornendo competenze pratiche e conoscenze necessarie per poterti candidare alle offerte di lavoro.

La padronanza di almeno due lingue straniere, unita a una profonda conoscenza del prodotto vino (ad esempio con un corso da sommelier già in tasca), costituisce un requisito imprescindibile. Però, l’esperienza diretta presso le cantine ti permette senza ombra di dubbio di acquisire quella familiarità con il settore tanto apprezzata dalle aziende.

Ma come puoi acquisire queste competenze?

Primo obiettivo: Junior export manager in azienda

Il primo passo è riuscire a ottenere un incarico da Junior Export Manager, un primo milestone importante per chiunque voglia fare carriera. Questa posizione richiede disponibilità a viaggiare circa 80-100 giorni all’anno per seguire fiere ed eventi del settore.

Come puoi riuscire a farti notare?

Le aziende vinicole apprezzano molto i candidati che abbiano svolto corsi specifici e pratici maturando una conoscenza delle tecniche di vendita sui mercati internazionali e delle strategie di contatto con gli importatori.

Un vantaggio competitivo arriva dalla preparazione su bandi e finanziamenti per le cantine, specialmente quelli dell’Unione Europea. Questa competenza permette al junior export manager di supportare concretamente i produttori vitivinicoli nell’accesso a fondi per l’internazionalizzazione.

Ci sono offerte lavoro per Export Manager del settore vino in Italia?

Il mercato del lavoro nel 2025 mostra un boom di opportunità per gli export manager del vino. I principali portali di recruiting segnalano oltre 1.400 posizioni aperte, con particolare concentrazione in Toscana, Veneto e Piemonte, ma anche in altre regioni. 

Quanto guadagna un wine export manager?

Le retribuzioni partono da 25.000€ annui per i profili junior, arrivando a 45.000€ per i professionisti senior con esperienza consolidata. La domanda è trainata dalla costanza delle performance dell’export vinicolo italiano che, nel 2024, ha superato gli 8 miliardi di euro e continua a crescere nonostante le difficoltà generali.

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Perché il Master in wine export management di Wine Pro Academy?

La nostra Business School è la prima e unica in Italia a offrire formazione sull’export del vino in modo così verticale e specifico. Non siamo una scuola di sommellerie, non promuoviamo corsi WSET, ma ci occupiamo solo ed esclusivamente di tutto quel che riguarda la formazione di futuri wine export manager

Perché lo facciamo? Perché Wine Pro Academy è nata in seno a Elledue, una società di consulenza che cura l’export delle cantine italiane da oltre 15 anni con successo; alla nostra organizzazione si rivolgono, ogni anno, oltre 50 aziende che desiderano trovare importatori e mercati per i loro prodotti. Proprio in questo processo, moltissime volte si è evidenziata la mancanza di figure specifiche e formate, wine export manager junior o senior per organizzare un ufficio export interno che potesse guidare l’azienda verso un processo proficuo e soddisfacente.

Motivazioni di questa carenza di personale? La scarsità dell’offerta di figure formate. Sembra incredibile ma, come in ogni settore ultra-specializzato, anche in quello dell’export del vino ci sono dei grossi buchi.

Export Manager non è Wine Export Manager

Di corsi sull’export management o sull’internazionalizzazione ce ne sono molti, e molti sono validi, senza ombra di dubbio. L’Italia è un Paese che esporta molto e quindi è normale che ci sia bisogno di persone formate. 

Ma il settore del vino è peculiare, specifico. Il vino non si esporta così come si esportano bulloni, legno, macchine o pasta. Non ci sono le stesse regole, non ci sono le stesse problematiche, la logistica funziona in modo differente e i regolamenti sono incredibilmente vari, da Paese a Paese, anche perché si tratta di un prodotto alcolico. In più, come in nessun altro settore, siamo di fronte a un mercato parcellizzato e frammentato, le aziende in Italia sono per lo più piccole, a gestione familiare e hanno un’impronta fortemente tradizionale.

Ecco perché l’export manager del vino in Italia deve sapere esattamente qual è il terreno sul quale si troverà a camminare, senza pensare di affrontare questo settore come qualunque altro, seppure affine.

Le competenze specifiche di un Wine Export Manager al lavoro

Le competenze specialistiche del wine export manager includono la conoscenza approfondita del prodotto, comprese le tecniche di degustazione, e delle relative strategie di vendita per ogni mercato (compreso l’e-commerce). Mentre l’export manager tradizionale si concentra sulla logistica generale, lo specialista del vino deve padroneggiare anche altri parametri tecnici come informazioni sul packaging specifico e normative doganali per le bevande alcoliche.

Ogni giorno bisogna curare i contatti con una fine tecnica di comunicazione, si deve contribuire a stilare e osservare business plan, budget e strategie di marketing, bisogna tenersi aggiornati sulla geopolitca e sugli avvenimenti internazionali, si deve sempre essere pronti ad affrontare nuove sfide.

Se tutto questo non ti spaventa, il Master in Wine Export Management 2025 potrebbe essere la tua grande occasione.

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